itinerario area 3
Sulle pendici della Serra, itinerario
circolare di 33 km

All’imbocco della Valle Elvo, Mongrando è oggi un importante
centro per la produzione di tessile per la casa che raccoglie l’eredità delle
antiche telerie; assai rilevante in passato era anche la lavorazione del ferro,
diffusa in tutta la Valle Elvo e ben documentata dall’Ecomuseo della
Lavorazione del Ferro presso la Fucina Morino, nel centro del paese. Pochissime
tracce restano dell’antico castello e della vicina chiesa di Santa Maria di
Castelvecchio i cui affreschi romanici si trovano oggi al Museo del Territorio
di Biella; la parrocchiale della frazione Ceresane, dedicata a San Rocco,
custodisce due dipinti di Mario Zuccaro di inizio Seicento e una preziosissima
cassa d’organo della stessa epoca, provenienti dalla distrutta chiesa del
convento di San Domenico di Biella. In frazione San Lorenzo la parrocchiale
conserva il campanile romanico accanto all’attuale aspetto barocco, così come
quella di San Michele nella frazione omonima.

Posto sulla sommità della collina della Serra in una
posizione incantevole, l’abitato di Zubiena si distingue anche da molto
lontano per il campanile della sua chiesa parrocchiale, che si staglia oltre il
profilo rettilineo della collina. Dedicata a San Nicolao, la chiesa conserva
un’elegantissima facciata barocca in mattoni. Suddiviso in diverse frazioni, il
territorio di Zubiena giunge fino alla Riserva Naturale della Bessa, con la
frazione di Vermogno; in questo piccolo centro ha sede il Museo dell’Oro e
della Bessa, che illustra la storia, le tecniche e gli strumenti per la ricerca
dell’oro nell’antica miniera. In tale località, accanto al Centro visite della
Riserva Naturale Speciale della Bessa, trovano ospitalità le gare ed i
campionati di ricerca dell’oro che attirano cercatori da tutto il mondo

Posto in una splendida posizione sulla collina morenica
della Serra al confine con il Canavese, Magnano conserva numerose tracce
del suo passato antico. Il centro abitato principale è dominato dal ricetto,
posto su un’altura dalla quale si gode un bellissimo panorama; costruito nel
1204 in occasione dell’erezione di Magnano a borgo franco, il complesso
permette ancora una perfetta lettura della sua struttura originaria ed in parte
anche delle caratteristiche architettoniche, nonostante i numerosi interventi
subiti. Ai suoi piedi la parrocchiale di San Giovanni Battista conserva, oltre
a sculture e dipinti sei e settecenteschi, un preziosissimo organo del 1794
realizzato da Giovanni Bruna di Miagliano, restaurato e oggi utilizzato in
occasione dei concerti del Festival di Musica Antica che ogni estate anima
questo borgo e la vicina chiesa di San Secondo. Indubbiamente uno dei più
importanti monumenti romanici del Biellese, San Secondo risale alla prima metà
dell’XI secolo ed è collocata nella località dove un tempo era concentrata la
popolazione ma oggi si presenta in posizione tranquilla, circondata da prati e
boschi, conservando quasi intatto il suo aspetto originario. Da segnalare
infine anche la chiesa di Santa Marta.

Di grande importanza in epoca medioevale, Cerrione era il centro
del vasto consortile della potente famiglia degli Avogadro che qui possedevano
ben due castelli: dell’edificio posto lungo la strada che giunge da Magnano
restano solo pochi elementi fra i quali ben si distingue la torre ottagonale;
quello detto del Mongiovetto lungo la strada che porta a Zimone è invece quasi
completamente scomparso. Entrambi i castelli subirono la stessa sorte,
bombardati dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale perché ritenuti
rifugi partigiani. La parrocchiale di San Giovanni Battista conserva tracce del
periodo romanico e gotico nell’abside e lungo i lati, mentre la facciata è
dell’inizio del Settecento; ai secoli XVI-XVIII risalgono le parrocchiali delle
altre due importanti frazioni, Magnonevolo e Vergnasco. Fuori dall’abitato di
Cerrione si estende la Riserva Naturale della Bessa, miniera d’oro a cielo
aperto di epoca romana: un paesaggio di grande fascino caratterizzato da
immense distese di ciottoli di fiume alte fino a 20 metri, risultato del lavoro
di migliaia e migliaia di uomini assoggettati dai Romani. Una passeggiata lungo
i numerosi sentieri che attraversano la Riserva è un’esperienza
indimenticabile.